Quando l’industria incontra la visione: Etriko punta su HopOnMobility

Etriko Venere HopOnMobility
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In un’epoca in cui l’innovazione corre veloce e la mobilità sostenibile è diventata non solo una necessità, ma una vera e propria frontiera di sviluppo industriale e culturale, alcune scelte raccontano molto più di una semplice strategia commerciale. È il caso della partnership tra Etriko e HopOnMobility, un’alleanza che, da subito, ha fatto parlare di sé per la combinazione inedita di solidità industriale e slancio tecnologico. Non si tratta soltanto dell’incontro tra un colosso della manifattura italiana e una startup dell’IoT: qui si gioca una partita ben più ambiziosa, che riguarda il futuro stesso della micromobilità condivisa.

Una storia industriale lunga cinquant’anni

Per comprendere il valore di questa alleanza, bisogna partire dalle radici: SKG Italia, la holding a cui fa capo Etriko, è una realtà familiare con oltre cinquant’anni di storia manifatturiera alle spalle, fondata a Parma e oggi leader nella componentistica per l’automotive. I suoi clienti sono nomi come: Volkswagen, Audi, Porsche, Valeo, solo per citarne alcuni. Produce battery cooler, filtri, componenti per l’aria condizionata e ha una portata di fornitura che tocca circa il 90% delle auto in Europa.

Ma c’è di più: SKG è una multinazionale in piena regola, che ha saputo diversificare senza disperdere. Bruciatori a infrarossi per Weber, batterie al piombo per il mercato nautico e automobilistico, persino l’invenzione del “Rolly”, lo spazzolino più piccolo al mondo, venduto anche con licenze Disney e Marvel. Eppure, nel pieno della sua maturità industriale, SKG ha deciso di guardare al futuro. Così nasce Etriko, la sua divisione di micromobilità elettrica.

Etriko: la mobilità elettrica con il DNA dell’ingegneria italiana

La visione alla base di Etriko è chiara: affrontare la micromobilità elettrica non come un trend passeggero, ma come una verticale strategica, dotata di una propria identità e cultura produttiva. Non si tratta di importare scooter dalla Cina e “brandizzarli”: Etriko progetta e produce. L’approccio, come afferma Alessandro Fontanesi, Brand Manager dell’azienda, è “un po’ all’antica”: prima ancora di lanciare un prodotto, “abbiamo già i pezzi di ricambio in casa”, perché il servizio post-vendita è parte integrante dell’affidabilità.

Ma la vera cifra distintiva di Etriko è il design. Gli scooter Riviera, Bellaggio e Venere non sono semplici veicoli: sono richiami alla dolce vita italiana, ispirati agli anni ’50, con linee che evocano Lambretta, Rumi, Ducati. Non è nostalgia, è neuromarketing: un design “amico”, che genera fiducia e abbassa la soglia dell’adozione tecnologica.

Il nostro Venere ha già 200 km di autonomia e prestazioni elevate,” spiega Fontanesi. “Ma per offrire un vero plus ai nostri partner, serviva qualcosa in più: una piattaforma digitale avanzata. E lì entra in gioco HopOnMobility.

HopOnMobility: la startup che parla in codice… con la chiave inglese in mano

Dall’altra parte della sinergia, c’è HopOnMobility, startup italiana con una piattaforma IoT pensata per rivoluzionare la gestione delle flotte leggere. Con un approccio che unisce tecnologia, esperienza sul campo e attenzione al business B2B, HopOnMobility è ben più di un fornitore di software: è un partner di trasformazione digitale per chiunque gestisca scooter, e-bike o monopattini elettrici.

Nadia Mangiavacchi HopOnMobility

Per noi, questa collaborazione con Etriko è un riconoscimento importante,” afferma Nadia Mangiavacchi, CEO di HopOnMobility. “Avere la fiducia di un’azienda come SKG Italia significa che le nostre soluzioni IoT sono percepite come solide, scalabili, affidabili.

La piattaforma HopOn non si limita a gestire noleggi e prenotazioni: è un ecosistema digitale completo, che consente di monitorare i veicoli in tempo reale, ricevere alert intelligenti, geolocalizzare, ottimizzare le rotte e accedere a dati strategici e KPI personalizzati. Il tutto, con gestione keyless, compatibilità multi-veicolo, e perfino la possibilità di offrire percorsi turistici personalizzati grazie all’Intelligenza Artificiale.

La scintilla: un incontro, un’intuizione, una visione condivisa

La scintilla è scoccata all’EICMA, la più importante fiera della mobilità in Europa. Nadia Mangiavacchi, fondatrice e mente visionaria di HopOnMobility, nota lo scooter Venere e riconosce subito il potenziale per il mercato delle flotte.

Non è solo bello,” racconta, “ma è costruito bene, pensato per durare, con un’ottima autonomia reale. Perfetto per chi vuole gestire una flotta turistica o aziendale.” L’approccio colpisce anche Etriko: i ragazzi di questa startup non sono i classici nerd da laboratorio, ma gente che “lavora con la chiave inglese in mano.” E questo, nel mondo dei veicoli, conta.

La cosa che ci ha convinti,” racconta ancora Fontanesi, “è che in HopOnMobility non ti dicono mai: ‘non si può fare’. Ti dicono: ‘proviamoci’. Questo è l’approccio che cercavamo. Perché nel nostro settore, ogni ostacolo è un’occasione per innovare.”

I progetti in campo: turismo, flotte e hotel intelligenti

La sinergia ha già prodotto risultati concreti. I modelli Riviera, Bellaggio e Venere sono stati ingegnerizzati con i sistemi HopOnMobility, e sono attualmente in circolazione. Un primo test è partito sul Lago Maggiore: una flotta che gestisce barche e scooter elettrici in sharing, completamente integrata con la piattaforma IoT.

Per Etriko, il focus ora è chiaro: il turismo e il settore alberghiero. L’obiettivo per il 2026 è portare scooter intelligenti in hotel, campeggi e resort in Italia e all’estero, offrendo pacchetti chiavi in mano: veicolo più software, già pronti per l’uso.

Con HopOnMobility,” spiega Mangiavacchi, “offriamo alle strutture ricettive la possibilità di diventare hub di mobilità sostenibile, generando nuove fonti di reddito attraverso l’offerta di esperienze turistiche, partnership con attività locali e itinerari personalizzati.

La nuova frontiera della micromobilità: dalla meccanica all’intelligenza artificiale

Quello che emerge da questa collaborazione è un cambio di paradigma. Non è più sufficiente produrre un buon veicolo: occorre renderlo intelligente, connesso, gestibile. E occorre farlo con tecnologia proprietaria, scalabile, pensata per il mondo reale.

HopOnMobility riesce a rispondere a queste esigenze, integrandosi perfettamente con i valori di Etriko: qualità, servizio, affidabilità. E viceversa, Etriko permette a una giovane startup di dimostrare che la sua tecnologia può funzionare su larga scala, su prodotti di fascia medio-alta, pensati per durare.

Il nostro scopo,” conclude Nadia Mangiavacchi, “non è solo semplificare la gestione delle flotte. È valorizzare il territorio, rendere il turismo più intelligente, più sostenibile e più coinvolgente. La micromobilità è un’opportunità enorme, se gestita con criterio”.

Un caso scuola italiano di innovazione bottom-up

La scelta di Etriko di puntare su HopOnMobility è un segnale chiaro: anche le grandi aziende possono (e devono) aprire le porte all’innovazione esterna, se vogliono rimanere competitive. Ma è anche una lezione per le startup: la credibilità non si costruisce solo con i pitch, ma sul campo, con le mani sporche di grasso e il cervello acceso.

Insieme, queste due realtà italiane stanno tracciando una rotta concreta e ambiziosa per la mobilità del futuro: una rotta fatta di veicoli belli, intelligenti e pronti per esplorare il mondo. Una rotta, finalmente, tutta italiana.

Una nuova cultura dell’ospitalità

HopOnMobility è molto più di una piattaforma: è una visione di viaggio sostenibile, digitale e territoriale. In un mondo in cui autenticità e responsabilità sono sempre più richieste, offre a noleggiatori e strutture l’opportunità di diventare protagonisti del turismo esperienziale.

HopOnMobilty offre un ecosistema completo e integrato che comprende una piattaforma di gestione per desktop e mobile, un’app per gli utenti finali in grado di mostrare punti di interesse, itinerari e mappe personalizzate, sulla base delle preferenze, grazie all’intelligenza artificiale. Garantiamo la compatibilità con dispositivi IoT e hardware di terze parti.